Agricoltura sociale, inclusione, antimafia. Sono i temi fondanti da cui nascono i prodotti realizzati dalle cooperative sociali del consorzio Oltre di Foggia che hanno partecipato alla 22esima edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si è svolta dal 13 al 15 marzo 2026 a Fiera Milano Rho, organizzata da Terre di mezzo Editore. In particolare, le realtà foggiane nel Padiglione 16 – stand n. 14 dell’area tematica dedicata a “Cibo e Sana alimentazione”, hanno avuto modo di incontrare i visitatori che hanno così potuto sscoprire e degustare i prodotti e le buone pratiche sostenibili proposte da aziende, associazioni, enti e gruppi di cittadini.
La partecipazione a “Fa’ la cosa giusta!” è stata quindi un’occasione per far conoscere i vari prodotti realizzati da Altereco sui beni confiscati alla mafia, come “Terra Aut” e “Michele Cianci”, oggi liberati dalla criminalità e diventati luoghi di giustizia sociale, sviluppo, lavoro, economia. Luoghi in cui si portano avanti percorsi di agricoltura sociale che puntano a favorire una piena inclusione socio-lavorativa di persone che vengono dal circuito della giustizia riparativa, ex-detenuti, migranti tolti dalle maglie del caporalato. Ma anche prodotti realizzati attraverso il coinvolgimento di persone con fragilità diverse a marchio Centonove/novantasei, in riferimento alla bottega che si trova allo Slow Park in cui si vendono prodotti etici, solidali e liberati dalle mafie. Presenti alla fiera anche i prodotti “Volìo” di Ortovolante, come olio, miele, taralli, che raccontano storie di inclusione sociale che coinvolgono persone con problemi di salute mentale e fragilità. .
Tutti prodotti enogastronomici, dunque, che da un lato hanno l’obiettivo di fare memoria delle vittime innocenti di mafia; dall’altro, con i loro sapori vogliano parlare delle storie degli uomini e delle donne impegnati a coltivarli, a raccoglierli, a trasformarli, a portarli sulle nostre tavole. Uomini e donne inseriti in progetti di inclusione socio-lavorativa che vengono da percorsi di vita difficili, complicati, ma che attraverso il lavoro della terra stanno avendo l’occasione di riscoprire sé stessi, i loro talenti, delle professionalità che prima non credevano di avere. Del resto, il tema di questa edizione era “Di quante persone abbiamo bisogno? (per cambiare il mondo)”.









