Dei Centri di Permanenza per il Rimpatri (CPR) se ne parla poco, pochissimo, quasi niente. Parliamo di strutture di detenzione amministrativa per i cittadini stranieri sprovvisti di regolari documenti di soggiorno. «Sono dei luoghi di detenzione dove si viene rinchiusi per non aver commesso alcun reato. Basta che il visto sia scaduto e arriva la detenzione. È un luogo peggiore di una prigione, perché in prigione ci vai perché hai commesso un crimine. Nel CPR la detenzione è assolutamente arbitraria. E i migranti che ci finiscono, restano lì dentro per un tempo indefinito. Inoltre, in prigione puoi studiare, puoi leggere, puoi imparare un mestiere e una lingua. Nel CPR, invece, tutto questo non è permesso». Lucio Cascavilla ha raccontato tutto questo nel graphic novel “𝐋’𝐚𝐥𝐠𝐨𝐫𝐢𝐭𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐟𝐚𝐥𝐥𝐚” (Morsi editore), presentato a Foggia negli spazi di Centonove/novantasei presso lo Slow Park Foggia nell’ambito della nuova edizione del “𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐋𝐢𝐛𝐫𝐢 𝐢𝐧 𝐁𝐨𝐭𝐭𝐞𝐠𝐚”.
Il libro, con disegni di Giulia C., ci accompagna, attraverso le tragiche vite di Lola, Ife e Laurent, all’interno di un sistema di oppressione e invisibilizzazione che condanna i migranti a profonde sofferenze fisiche e psicologiche. Chi vi è stato deportato – perché di deportazione si tratta – sconta una detenzione amministrativa, poiché non ha commesso reati penali, ma si trova in una situazione di irregolarità amministrativa per la quale ha ricevuto un decreto di espulsione. «Anche se chi si trova nei CPR viene eufemisticamente definito “ospite”, a tutti gli effetti è un detenuto, perché non può ricevere visite, non può comunicare con l’esterno, non beneficia di alcuna attività educativa o ricreativa, difficilmente riesce ad avere colloqui con avvocati» spiega Cascavilla, la cui presentazione si è inserita nel programma di iniziative di avvicinamento alla “𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐑𝐢𝐟𝐮𝐠𝐢𝐚𝐭𝐨”. Il volume, quindi, interroga da vicino la nostra idea di giustizia sociale e di rispetto dei diritti e della dignità umana.
«L’algoritmo è (o dovrebbe essere) una sequenza di azioni ordinate che portano alla risoluzione di un problema. Mentre la farfalla, che dovrebbe essere libera di volare senza alcuna costrizione, rimane rinchiusa all’interno delle sbarre del CPR. L’algoritmo della farfalla, dunque, dovrebbe essere il modo in cui il sistema aiuta i reclusi a uscire da un CPR. E invece purtroppo non è affatto così. Con questo libro – conclude Cascavilla – volevo far conoscere maggiormente l’esistenza dei CPR e le storie di quanti vi sono deportati che ho avuto modo di conoscere nel corso delle mie interviste». Alla presentazione hanno partecipato anche Domenico la Marca, sindaco di Manfredonia; Carmine Spagnuolo, presidente della cooperativa Medtraining; Anna Rita Zichella, presidente del consorzio Oltre.







