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Quattro ricette d’autunno con la Calamarata libera dalla mafia da gustare da "centonove/novantasei"

Zucca e salsiccia, porcini, castagne e speck, al forno filante: quattro ricette d’autunno che è possibile gustare nella nostra bottega-cucina Centonove/novantasei con la Calamarata realizzata dalla cooperativa sociale Altereco trafilata al bronzo. La Calamarata è realizzata con grano duro biologico italiano sul bene confiscato alla mafia di Terra Aut, dedicato alla memoria di Peppino Impastato, giornalista, conduttore radiofonico e attivista assassinato il 9 maggio 1978 per aver denunciato le attività illecite della criminalità siciliana. La nostra pasta nasce dal grano della nostra terra, della Puglia, e dall’attività di agricoltura sociale che impegna persone provenienti da percorsi di fragilità, dal circuito della giustizia riparativa o migranti tolti dalle maglie del caporalato.

La bottega-cucina si ispira alla legge 109/96, la normativa che consente la restituzione alla collettività delle ricchezze e dei patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali favorendone il riutilizzo pubblico e sociale. Per questo “centonove/novantasei” vuole essere un posto dove fare cultura del cibo e non attraverso il racconto di chi è riuscito a trasformare un luogo simbolo del potere criminale in avamposto di legalità, di sviluppo, di lavoro regolare, di antimafia sociale, promuovendo iniziative culturali, presentazioni di libri, rappresentazioni teatrali e tanto altro che ci aiutino a riflettere sui temi della giustizia sociale.

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